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News
Farmacia di Soprazocco di Raffaella Greco

7, Mar 2022

IODIO E RADIAZIONI
In farmacia hanno iniziato da qualche giorno le richieste di potassio ioduro. Abbiamo fatto una ricerca e partendo dai sacri testi siamo arrivati al un documento dell'OMS dedicato proprio alla iodoprofilassi: "Guidelines for iodine prophylaxis following nuclear accidents (1999 update)". Non è aggiornatissimo, ma la letteratura su questo tema è piuttosto limitata e quindi l'abbiamo preso come riferimento principale. Segue una sintesi (URL consultati nei commenti), per una versione molto sintetica c'è il link dello slideshow su Instagram.
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IODIO E TIROIDE
Gli ormoni tiroidei (tri-iodotironina e tiroxina) sono essenziali per il normale sviluppo, soprattutto del sistema nervoso. Negli adulti, questi ormoni mantengono l'omeostasi ed influenzano le funzioni di pressoché tutti gli organi. Entrambe le molecole contengono iodio, elemento che va fornito con l'alimentazione. La tiroide contiene grandi quantità di ormoni tiroidei nella forma di tiroeoglobulina, che in questa forma "di stoccaggio" permette di mantenere concentrazioni sistemiche di ormoni nonostante variazioni nell'alimentazione e nella disponibilità di iodio.

LO IODIO FARMACO
Lo iodio stabile può essere usato sia come ioduro di potassio (KI) che iodato di potassio (KIO3). Lo ioduro è la forma preferita, perché il secondo può irritare a livello intestinale. Può essere somministrato sia in compresse che in forma liquida, ma la forma solida va protetta da aria, calore, luce e umidità. Può essere somministrato direttamente o mescolato con succo di frutta, marmellata, latte o simili.
"In Italia non esiste un medicinale realizzato industrialmente, ossia preparato dall’industria farmaceutica e immediatamente disponibile all’acquisto delle farmacie italiane. È quindi ritenuto un farmaco orfano." come scrive Marco Ternelli, esperto sul tema.

RADIAZIONI E CANCRO TIROIDEO
A Chernobyl dopo l'incidente del 1986 c'è stato un aumento di 100 volte nell'incidenza di tumori tiroidei infantili. È consolidato che la causa sia stata lo iodio radioattivo rilasciato dall'incidente, in particolare 131I. L'aumento dell'incidenza si è osservato anche in aree a 500 km di distanza dal sito dell'incidente. La stima del rischio di cancro varia in base alle dosi di radiazione assorbita e all'età della persona, con una diminuzione negli adulti rispetto ai bambini, sia per la minore aspettativa di vita, sia per l'alta sensibilità allo iodio 131 nei bambini rispetto agli adulti. Il cancro tiroideo indotto dalla radiazione comunque ha una mortalità molto bassa, anche se richiede trattamento vita natural durante.

MECCANISMO D'AZIONE DELLO IODIO RADIOATTIVO
Gli isotopi dello iodio (131I, 132I e 133I) sono componenti importanti del rilascio radioattivo a seguito di un grave incidente nucleare. Lo iodio radioattivo può essere assunto sia per esposizione esterna che interna (inalazione e ingestione). La profilassi con iodio è una misura protettiva che può proteggere in maniera specifica contro ingestione e inalazione di radioioni. Il termine "iodoprofilassi" si riferisce al bloccaggio della captazione di radioiodio e non alla correzione di deficienze alimentari né dipende da queste ultime.
Gli isotopi radioattivo dello iodio (assieme ad altri) si depositano a terra, su vestiti e pelle. Una delle preoccupazioni principali è la captazione di iodio da parte della tiroide, attraverso inalazione di aria contaminata o ingestione di cibi contaminati. Attraverso la pelle ne viene assorbita una quantità secondaria. Lo stoccaggio veloce e selettivo di iodio radioattivo a livello tiroideo porta ad esposizione radioattiva interna e quindi ad un aumento di rischio di cancro e noduli benigni. Questi rischi possono essere ridotti o prevenuti con la profilassi continua di iodio.

RAZIONALE D'IMPIEGO
Lo iodio preso prima o subito dopo un incidente può bloccare o ridurre l'accumulo di iodio radioattivo nella tiroide. L'inalazione di radioiodio inizia quando la nube radioattiva arriva in zona e dura tutto il tempo del passaggio. La profilassi va messa in atto subito e può aiutare anche contro il radioiodio assunto con l'alimentazione.

DOSAGGIO
Per una soppressione adeguata, si consigliano 100 mg in dose unica agli adulti, una volta al giorno. La forma più comoda è quella in compresse da 50 mg, per poter essere dosata comodamente in base all'età. Va evitato in chi ha patologie tiroidee, ipersensibilità nota, dermatite erpetiforme o vasculite. Per avere il massimo dell'efficacia di bloccare la tiroide, ma preso poco prima dell'esposizione o subito dopo, prima possibile. La captazione dello iodio diminuisce del 50% anche con un ritardo di svariate ore.

EFFETTI COLLATERALI
L'incidenza degli effetti collaterali aumenta con dosi ripetute, a frequenza sconosciuta. In Polonia nel 1986 fu somministrato in dose singola a 10 milioni di bambini (a dosaggi di 30 mg nei neonati, primi due giorni di vita), con un'incidenza di effetti collaterali di meno di 1 su 10 milioni nei bambini e 1 su un milione negli adulti. Grazie a questa esperienza e ad altri studi, si può sostenere che gli effetti di una profilassi a breve termine sono bassi e il rischio di effetti collaterali severi per una singola somministrazione sono infinitesimi. Sono più probabili ADR immediate come rash cutanei e problemi gastrointestinali.

RAPPORTO RISCHIO-BENEFICIO
La decisione di prendere o meno lo iodio dipende dal bilancio tra rischio di tumori a seguito di radiazioni ed effetti collaterali da supplementazione. In generale, il potenziale beneficio è maggiore nei giovani, anche perché la tiroide è più piccola e quindi lo iodio si fissa in maniera più concentrata, inoltre perché l'incidenza nei bambini e nei giovani è più alta. Infine, per l'aspettativa di vita, durante la quale poter sviluppare tumori. Le donne in gravidanza ne devono prendere il minimo necessario e non sembrano esserci conseguenze negative dopo 1-2 dosi. Bisogna sempre tenere presente il rischio di blocco tiroideo (sia nel feto che nella donna) e monitorare la funzione del neonato in caso di assunzione nell'ultimo periodo. I neonati sono un gruppo a rischio e la decisione è sempre dubbia per rischio/beneficio tra conseguenze della radiazione ed effetti collaterali da iodio, ma generalmente si opta per 12,5 mg con attento follow-up per rischio blocco tiroideo. Da 1 mese a 18 anni invece i rischi per l'assunzione sono minori rispetto a quelli delle radiazioni, solo parzialmente attenuati da un minore rate respiratorio. Il maggior consumo di latte supera questo fattore positivo, peraltro. Negli adulti sotto i 40 anni il rischio di cancro tiroideo è basso, così come gli effetti collaterali da iodio, mentre oltre i 40 anni il bilancio pende dalla parte dell'inutilità dell'intervento, con aumento proporzionale degli effetti collaterali da assunzione di iodio.

MA NOI IN ITALIA SIAMO A RISCHIO? (conclusione nostra)
Al momento, no. E se anche ci fosse un incidente che porta alla formazione di una nube radioattiva a più di 1000 km da qui (distanza dall'Ucraina), avremmo comunque tempo sufficiente per mettere in atto la profilassi, ma solo nei soggetti in cui i rischi superano i benefici.


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